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Qui inseriremo quello che riterremo degno di nota relativo al mondo nel quale operiamo, con la promessa che i nostri commenti saranno sempre precisi, imparziali ma – se occorre – anche cattivi.

Posta le foto dei nipoti su Facebook: zia condannata a pagare i danni

https://www.brocardi.it/notizie-giuridiche/posta-foto-nipoti-facebook-condannata-pagare-danni/2916.html

A prescindere dalla modalità di comunicazione da parte del sito che ha pubblicato la notizia, assolutamente nulla di strano. La normativa è molto precisa: solamente se si ha l’autorizzazione, che deve sempre essere espressa, i dati personali possono essere trattati. Ricordo molto semplicemente che i trattamenti sono in realtà ventuno (21):

NROTIPO TRATTAMENTO
1RACCOLTA
2REGISTRAZIONE
3ORGANIZZAZIONE
4STRUTTURAZIONE
5CONSERVAZIONE
6ADATTAMENTO
7MODIFICA
8ESTRAZIONE
9CONSULTAZIONE
10USO
11COMUNICAZIONE
12TRASMISSIONE
13DIFFUSIONE
14MESSA A DISPOSIZIONE
15RAFFRONTO
16INTERCONNESSIONE
17LIMITAZIONE
18CANCELLAZIONE
19DISTRUZIONE
20DECISIONE SU TRATTAMENTO AUTOMATIZZATO
21PROFILAZIONE

Quindi, come mi sembra evidente, un trattamento senza autorizzazione esiste. Attenzione alle parole, l’ambito per il quale il GDPR non si applica è passato da personale a domestico, il che – sia in italiano sia giuridicamente, vuol dire che l’ambito è ancora più ristretto.